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Libero mercato
per libero amore
Di
Maria Teresa Cometto
Milano
9
settembre 2002
O ggi sposi.
Sorridente e in posa affettuosa, la coppia annuncia la propria unione
dalle colonne del New York Times, nelle pagine domenicali dedicate ai
matrimoni, una sorta di Whòs Who dei rampolli della classe dirigente
americana. Ma questa volta non sono "lei e lui" a essere celebrati
dalla redazione dell'autorevole quotidiano, che sceglie discrezionalmente
di quali unioni parlare, descrivendo in dettaglio livello di istruzione
e carriera degli sposi, professione e posizione sociale dei loro genitori.
Per la prima volta nella storia del giornale, i due sono gay: Daniel
Gross, 32 anni, vicepresidente di Ge Capital impegnato nel finanziamento
di progetti internazionali, e Steven Goldstein, consulente in affari
pubblici a Manhattan, entrambi ebrei e laureati in università
prestigiose come Yale e Harvard. La decisione del New York Times di
cominciare la settimana scorsa a parlare anche delle unioni omosessuali
non solo riflette il cambiamento dei costumi.
È anche
l'ultimo esempio di come un numero crescente di business, dagli operatori
turistici ai media, dai venditori di auto a quelli di telefonini, abbiano
individuato gay e lesbiche come un mercato ad alte potenzialità
di profitto, a cui dedicare un marketing preciso. "Sono 16 milioni
i gay e le lesbiche negli Stati Uniti e hanno un potere d'acquisto di
450 miliardi di dollari l'anno, in proporzione più ampio rispetto
agli altri gruppi - stima Mark Elderkin, manager di PlanetOut Partners,
una società di consulenza di marketing specializzata sui consumatori
omosessuali -. È un pubblico più fedele ai marchi individuati
come "amici" e che adotta più velocemente le nuove
tecnologie. Per esempio l'uso di Internet è tre volte più
probabile da parte di un gay che non di un'altra persona. Secondo le
nostre statistiche, l'81% degli omosessuali naviga sul web più
di una volta al giorno. Fra i viaggiatori, è sette volte più
probabile che un gay o una lesbica faccia sei o più viaggi aerei
l'anno ed è due volte più facile che spenda oltre 5 mila
dollari in una sola vacanza". Proprio per cogliere questa nicchia
di consumatori, l'agenzia di viaggi online Orbitz ha lanciato questa
estate una sezione del suo sito con lo slogan "Vedi il mondo a
modo tuo" e i colori dell'arcobaleno adottati dalla comunità
omosessuale. Vi si trovano informazioni sulle mete turistiche più
famose fra questo pubblico, da Palm Spring (California) a Key West (Florida);
notizie sugli eventi più interessanti in tutto il mondo e offerte
di pacchetti speciali sia per coppie sia per genitori gay con famiglia
a seguito. "L'anno scorso gay e lesbiche americani hanno speso
1,2 miliardi di dollari per comprare viaggi online. Il 41% di loro usa
Internet per programmare le vacanze, contro il 28% degli altri viaggiatori",
spiega Mike Sands, responsabile del marketing di Orbitz. Da gruppi di
viaggiatori omosessuali la compagnia aerea American Airlines ha guadagnato
184 milioni di dollari nel 2001, grazie a un programma sulla "diversità"
che corteggia questa categoria di clienti. Intere aree geografiche dedicano
una speciale attenzione alla stessa categoria: il Vermont (a nord di
New York) ha visto rifiorire il suo business turistico da quando, alcuni
anni fa, è diventato il primo e unico Stato negli Usa dove sono
legali i matrimoni fra gay e fra lesbiche: è qui infatti che
si sono sposati Gross e Goldstein, nell'albergo e ristorante Shore Acres,
su un'isola del lago Champlain. Persino Disneyland, paradiso della famiglia
tipica americana, una volta l'anno diventa la sede di una grande festa
gay, non sponsorizzata ufficialmente dalla società Disney ma
di certo riconosciuta come fonte importante di reddito: il gayday si
svolge da tre anni in giugno a Orlando, Florida e l'ultima volta i partecipanti
sono stati 12 mila; al parco giochi Disney vicino a Los Angeles, California,
il primo meeting è invece organizzato per il prossimo ottobre.
Motorola, la società che produce e vende telefonini, in America
è in testa alle classifiche delle aziende con le politiche migliori
verso i dipendenti omosessuali, che sono organizzati nel Motorolàs
Gay and Lesbian Business Council. Un leader di questo comitato, Robert
Williams, è anche general manager del settore consumatori e questa
estate ha guidato la nuova campagna Motopride: una sezione speciale
del sito Motorola dedicata a gay e lesbiche, con promozioni particolari
(l'ultima per il cellulare V70). "Abbiamo avuto un'incredibile
risposta, anche se non si possono misurare gli effetti diretti sulle
vendite, che di solito non avvengono online - dice Williams -. Con il
tasso di natalità che diminuisce, le minoranze stanno diventando
maggioranze. E se si vogliono aumentare gli utili, ha senso cercare
di raggiungere quelle comunità". La pubblicità su
giornali omosessuali e con personaggi gay, poi, non è più
un tabù per numerose importanti aziende americane: dal colosso
dei computer Ibm a quello delle gomme Bridgestone/Firestone, dalla compagnia
assicurativa John Hancock al produttore di birra Miller Lite.
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